Gianluca Petrella - trombone, effetti; Giovanni Guidi - pianoforte

A memoria d’uomo coulisse e tasti non si sono incrociati così spesso senz’altra compagnia che loro stessi. Tra le opere compiute in tal senso vi è quella più recente (2002) firmata da Wycliffe Gordon ed Eric Reed: «We». Risalendo il colle del tempo ci s’imbatte nella coppia Willem Van Manen & Misha Mengelberg con due brani incisi nel 1979 alla Bimhuis di Amsterdam e inseriti dell’album BvHaast che porta il nome del trombonista olandese. E già questo attira.” (Alceste Ayroldi, Musica Jazz 10/2013).

A fare il resto ci pensano due dei migliori jazzisti italiani di nuova generazione – Gianluca Petrella e Giovanni Guidi – e un nome – SoupStar – che in un gioco di parole racchiude il cuore di una collaborazione ormai consolidata: una salutare capacità di mettersi in gioco costantemente, con ironia e apertura mentale, e la propensione a esplorare, in lungo e in largo, nuove dimensioni e nuovi linguaggi. Un approccio vitale e necessario che consente al jazz, oltre che a delineare nuove strade, di vivere un fertile momento di grazia.

Dopo l’uscita del primo disco del duo, dall’omonimo titolo «SoupStar» (uscito nel l’ottobre 2013 per Musica Jazz) e reduci da stagioni che hanno visto crescere la loro capacità e la loro fama (sia in Italia che all’estero), Gianluca Petrella e Giovanni Guidi hanno pubblicato un nuovo disco – “Ida Lupino” – per la prestigiosa Ecm, con le significative collaborazioni di Gerald Cleaver e Louis Sclavis.

Cresciuti entrambi, seppur con dinamiche diverse, sotto la guida di un musicista illuminato qual è Enrico Rava, i due musicisti sono riusciti a trovare in SoupStar un ottimo equilibrio tra la libertà di sperimentare molteplici linguaggi e il forte approccio all’improvvisazione: un duo dinamico, quindi, in perfetta sintonia – artistica e umana - ricco di idee e di sfumature. Nei loro concerti sanno alternare originali riletture di brani come “Over The Rainbow” o “Prelude To A kiss” – a esempio – ad altri scritti a quattro mani (pubblicati nel disco «Ida Lupino») o inediti, in grado di esprimere al meglio la loro personale dimensione.

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