Paolo Fresu: tromba, flicorno, effetti; Daniele di Bonaventura: bandoneon, effetti; Jaques Morelenbaum: violoncello

Paolo Fresu, onnivoro protagonista di avventure musicali è attivo sulla scena di questi ultimi anni con diversi “duo”, vale a dire quella figurazione davvero particolare e difficile che contrappone e unisce sensibilità molte volte contrapposte o storicamente difficili da far convivere. Uno di questi è lo “strano incontro” fra tromba e bandoneon: un dialogo in musica nel segno di strumenti ad aria e di un lirismo dagli aromi mediterranei che sta lasciando un segno distintivo.

Protagonisti insieme alle voci corse del coro A Filetta del riuscito progetto “Mistico Mediterraneo” e dell'omonimo disco pubblicato da ECM, Paolo Fresu e Daniele Di Bonaventura vivono ormai da anni la dimensione di un duo davvero particolare che fa incontrare due strumenti così apparentemente dissimili quali la tromba e la “fisarmonica argentina” che tutti pensano strumento sudamericano doc ma che invece è nata in Germania a sostituire l’organo laddove (specialmente nelle chiese) quest’ultimo strumento non era o non poteva essere presente. Un incontro, quello fra il trombettista sardo e il bandoneonista marchigiano, ormai ben rodato attraverso tanti concerti e che viene veicolato con intelligenza attraverso un concerto di grande effetto ricco di poesia, intimismo e di quelle piccole cose capaci di raccontare i colori dell'universo musicale contemporaneo.

Ecumenicamente attratti dalla musica etnica, classica ed elettronica, Fresu e Di Bonaventura si sono resi protagonisti, nel 2011, di un interessante progetto di contaminazione, affiancati dal celebre ensemble vocale córso A Filetta.

Il risultato di questo riuscito ed affascinante viaggio musicale, che tocca corde ancestrali, è il disco «Mistico Mediterraneo», pubblicato dalla prestigiosa etichetta tedesca Ecm.

Il duo è una sorta di estrazione poetica del magico interplay di quel progetto madre e che caratterizza ormai da tempo i sempre più frequenti incontri ormai divenuti un progetto originale e autonomo.

Ciò li ha portati a registrare - proprio in duo - nuovo materiale musicale, uscito, ancora per le nobili produzioni Ecm, nella primavera del 2015 e intitolato «In maggiore», ormai un best seller fra i titoli delle ultime produzioni della celebrata casa discografica tedesca.

Da un’altra parte del cielo vive invece l’incontro del trombettista di Berchidda con un autentico maestro del suono, della musica evocativa e del mondo armonico tout-court qual è il violoncellista carioca Jaques Morelenbaum, vero “must” della musica brasiliana contemporanea, ben noto in Italia specialmente per le tante importanti frequentazioni con l’importante nome di Caetano Veloso.

Non è davvero necessario spendere parole in più se non quelle che possano raccontare il fascino e la magia di un duo come quello formato da Paolo Fresu e Jaques Morelenbaum.

Nato sulla scia della collaborazione per l'album “Alma” di Paolo e Omar Sosa, uscito nel 2012 per la Tǔk Music, dove il violoncello di Morelenbaum impreziosisce quattro dei dodici brani contenuti nel disco, il progetto di un duo così "importante" nel mondo della musica contemporanea era nell'aria da tempo e ha avuto il suo battesimo nel corso dell'edizione 2013 del festival di Paolo a Berchidda.

Le sonorità fondamentali sono ovviamente quelle che si appoggiano sull'immenso patrimonio sonoro brasiliano, "filtrato" dalle lenti mediterranee e dalla ricerca del peculiare suono di Paolo.

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