Paolo Fresu - tromba, flicorno, effetti; Paolino Dalla Porta - contrabbasso

La figurazione del duo è sempre forse stata la più ostica da espletare in particolar modo nel momento concertistico in quanto i fattori che entrano in gioco nel caso sono davvero molteplici.
Tra i basilari e fondamentali c'è ad esempio quello relativo al rapporto che, giocoforza, deve necessariamente essere creato e poi persistere ad alti livelli di interscambio fra le personalità dei due artisti chiamati al progetto.
Altrettanto fondamentale è poi quel peculiare quid che sovraintende all'aspetto dialogico del celebrato interplay (ovverossia del "dialogo fra strumenti") dei due attori.
La complementarietà dei suoni e dell'aspetto poetico e lirico nell'arcana essenzialità sonora dei due strumenti del caso di questo duo è poi ovvia ciliegina sulla torta di una formazione che, come in questo caso, ha la capacità di trasmettere emozioni a profusione.
Il resto parla di composizioni originali ma anche di reinterpretazioni di celebri standard e aperture a 360° dell'architettura musicale collegata, unite da un'ormai decennale affiatamento e da tante importanti collaborazioni progettuali condivise.