Paolo Fresu, tromba, flicorno, effetti; Giovanni Sollima, violoncello

Orchestra da Camera di Perugia

 Musiche di: Paolo Fresu e Giovanni Sollima

 Prodotto dagli Amici della Musica di Perugia in collaborazione con Umbria Jazz

 

«Two Islands», Sardegna e Sicilia, le due isole del Mare Nostrum che legano due degli strumentisti più dinamici di oggi, che rifiutano entrambi quelle distinzioni pretestuose tra «jazz» e «classico»: il trombettista logudorese Paolo Fresu e il violoncellista palermitano Giovanni Sollima. L’incontro è stato sollecitato dall’Orchestra da Camera di Perugia, che si è esibita con ambedue negli ultimi tempi: il felicissimo «Laudario di Cortona» con il primo – nato da una prima collaborazione tra Umbria Jazz e la Sagra Musicale Umbra – e pagine di Boccherini e dello stesso violoncellista-compositore con il secondo. Il concerto rinnova una collaborazione tra Umbria Jazz e gli Amici della Musica, che è stata esplorata negli anni ’90 con appuntamenti memorabili alla Chiesa di San Francesco al Prato e ai Giardini del Frontone.

Sardegna e Sicilia, due crocevia, porti di approdo da millenni, terre alle quali sono radicate i nostri musicisti in modo viscerale. Miti, leggende, ritualità e tradizioni che si intrecciano in modo inestricabile con gli elementi e con la natura: “l’acqua che scorre” per Fresu; l’albero dal quale nasce la voce del suo strumento per Sollima (When we were Trees). 

Il programma è scelto da pagine elaborate da entrambi i protagonisti singolarmente, che nel caso di Fresu trovano ispirazione nel libro «Passavamo sulla terra leggeri» dello scrittore e poeta cagliaritano Sergio Atzeni, morto incidentalmente in mare all’età di soli 43 anni. Ad as, Is kal’i, El, M’u, T’arros: sono i titoli immaginosi dello scrittore – per personaggi, toponimi leggendari (insediamenti come il nuragico Tiscali e il fenicio Tharros) e stati d’animo passionali – che ci ricordano l’identità dei s’ard come i fantasiosi «danzatori delle stelle», dei naufraghi di terra.