PREGHIERA IN MARE

Suite di musiche e teatri

Stefania Rocca con Raffaele Casarano (sassofoni) e Stefano Cenci (pianoforte)

Apparteniamo al vasto meridione del mondo, eravamo fatti per incontrarci in qualche piazza affollata e forse ci eravamo già sfiorati in qualche baraonda. Su tuo invito sono salito sulle tavole rialzate di un palco, chiamando con noi il nostro cavaliere preferito, il sobbalzato, lo scaraventato, il disarcionato Chisciotte. Abbiamo amato i pellegrini per vocazione e quelli per forza maggiore. Li abbiamo accolti nei canti e nelle stanze, inaugurando per tempo un principio di coro. Noi li guardiamo da questa parte del mare, sapendo di stare dalla stessa parte di tempo, di campo, di mare”. (Erri De Luca, dalla prefazione a “Da questa parte del mare” di Gian Maria Testa).

 Contaminazione, condivisione, accoglienza, abbraccio. La cultura a fare da ponte, a sorreggere idee e visioni, magari diverse, magari lontane, raccolte da un filo rosso che riunisce parola, musica, letteratura, cinema e restituisce passione, vita. Uno spettacolo essenziale: un palcoscenico spoglio, una sedia, un leggio, microfoni, pianoforte, sassofoni e alcune proiezioni alle spalle. Non è teatro, ma è anche teatro, non è un concerto, ma è anche un concerto, un luogo dove vengono fuori voci, musica e parole, senza sovrapposizioni ma in completa compenetrazione.

I testi attorno ai quali lo spettacolo evolve sono diversi (compreso quello di Testa, edito da Einaudi) e tutti riguardanti il tema dei migranti e della libertà dell’uomo, con un particolare sguardo alla situazione femminile.

“Quando a scuola mi raccontavano le trame dei romanzi, rigorosamente piombavo in un sonno profondo dopo non più di cinque minuti. Qui non è così, qui c’è musica, letteratura, canzoni, immagini, senza tutta la muffa scolastica o intellettuale che si porta addosso.” (Stefania Rocca)

“Preghiera di mare” è un racconto delicato ed emozionale che non si limita soltanto a trasmettere e a mettere in scena passaggi e scritti più o meno noti, quanto a stimolare la conoscenza e la curiosità del pubblico, cantando, suonando e, attraverso la musica, cambiando il ritmo delle parole.

È uno spettacolo basato sulla memoria del cuore e sullo stupore dei tre protagonisti che sul palco, ogni volta, sapranno renderlo con magia, ricreando l’emozione e la meraviglia legate a queste schegge di cultura.