Stefano Battaglia - piano; 
Salvatore Maiore - contrabbasso; 
Roberto Dani - batteria

A distanza di due anni da “Songways”, arriva “In The Morning” (ECM, ottobre 2015) a consolidare il duraturo percorso di questo trio. Se “Songways” era dedicato alle città fantastiche, ai luoghi dell'utopia attraverso la danza e il canto nel loro significato più semplice e primitivo, “In The Morning” sarà un vero e proprio tributo all’opera di Alec Wilder. Dopo aver conosciuto il compositore statunitense attraverso l'interpretazione in prima europea della sua Sonata for Oboe and Piano, Stefano Battaglia ha lavorato per oltre 10 anni a più di sessanta brani del repertorio di Wilder, spaziando in modo trasversale dalle popular songs alle art songs, dalla musica per il teatro all'opera, dalla night music ai lavori per l'infanzia. Considerando l’importanza ciclopica dell’opera di Wilder e il gran numero di lavori innovativi nel suo catalogo, l’oblio inspiegabile nel quale il compositore è sospeso ha contribuito, nel tempo, a rendere sempre più affascinante e sottovalutata la sua figura. Nonostante il successo di brani come It's So Peaceful In The Country o I’ll Be Around, le sue canzoni non hanno mai convinto né gli editori, né gli esecutori, né il pubblico. Erano troppo personali, con forme troppo bizzarre, intervalli troppo difficili. Inesorabilmente quindi Wilder non fu mai inserito in nessuna “categoria”, come se servisse necessariamente una classificazione per essere riconosciuti, apprezzati, ricordati. Stefano Battaglia ha deciso quindi di dar voce, attraverso il proprio percorso e una scrupolosa scelta dei brani, al cuore del lavoro di Wilder, fatto di dettagli, di disciplina e intensità, non di quantità, peso o volume, esaltandone l’importanza cruciale per lo sviluppo della musica di tutto il ‘900 e per il recupero della tradizione popolare americana, della canzone e della riscoperta delle radici interne e delle musiche tradizionali degli Stati Uniti.

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