Stefano Battaglia - pianoforte; Michele Rabbia - percussioni

Il duo per piano e percussione è una delle formazioni più consuete del lavoro di Stefano Battaglia, già dai tempi delle collaborazioni con Tony Oxley e Pierre Favre, nel 1990.
Michele Rabbia è diventato il principale batterista di Battaglia dal 2000: presente in entrambi i precedenti dischi ECM - come membro del gruppo e abile improvvisatore - in “Mimesis, divina mimesis” (da “Re: Pasolini”), in particolare, Rabbia ha saputo misurarsi in un fitto dialogo con il pianista, gettando le basi per il presente progetto.
Con un primo approccio basato unicamente sulla capacità di improvvisazione e su una libertà totale di concepire i suoni, il duo ha aggiunto, nel tempo, nuovi filtri interpretativi e diverse visioni sonore. La loro è una perfomance complessa e fuori dagli schemi, nella quale i ruoli degli strumenti sono spesso rovesciati e al limite tra i generi: Stefano Battaglia ci ricorda che il pianoforte è anche uno strumento a percussione e Michele Rabbia è sensibile a tutte le implicazioni tonali di tamburi e cimbali. Importante – nel lavoro del duo – è anche lo studio del materiale derivato dalle radici popolari, con particolare attenzione a tutto il bacino mediterraneo.
Come dimostrato in “Pastorale” (ECM 2010), Battaglia e Rabbia sanno muoversi tra paesaggi sonori naturali ed evocativi e, altri, creativamente innaturali, giocando con lo spazio a disposizione, che viene dilatato o contratto grazie all’uso dell’elettronica. Rabbia, infatti, è un grandissimo manipolare di suoni, un “trasformista” musicale che si muove in base alle sfumature interpretative. L’effetto netto è comunque sottile, raffinato e poetico, con i passaggi tra moduli acustici ed elettro-acustici delicatamente pensati.

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